Gli Amici di Pepipà

Mescolanza di sapidità culinarie di nostra coltura e peculiare profilo peccaminoso


Fermarsi … e Pensare... che molte volte è il nostro istinto a rivelarci di quale cibo abbiamo bisogno, e cosi anche nel Sesso, ogni cibo è diverso nel gusto e nella forma di come viene morso e mangiato, un giorno lo vogliamo dolce ed altre salato, diverse volte è veloce, tanto da dimenticarcene in fretta ed avere di nuovo fame, e molte altre lo verremo intenso e senza fine, come un invito a cena, che inizi con gli Antipasti fino al Caffè, concetti che legano a meraviglia con le voglie e le abitudini Sessuali.

Appurata e provata questa scienza divina, mi soffermo ancora… e penso a quali possano essere gli alimenti più peccaminosi, stilo una lista, ed è ovvio che, La cioccolata, i frutti esotici, i crostacei, e le spezie, spuntano subito fuori, ma è vero anche che alcuni sono troppo costosi, ed altri dopo un po’ ci renderebbero meno carine, e sicuramente non possono essere combinati ovunque e x chiunque, ed ecco che per incanto,conosco lui IL PEPERONCINO,ovvio che la mia non sia una scoperta, ma prestargli la sua dovuta attenzione, incominciò a farmi intendere la famosa frase CROCE E DELIZIA.


Inizia così una storia fatta di Cibo, di Peccati, di Piccanti e di Sesso.



By Follyx

La nostra produzione

La nostra produzione

martedì 30 agosto 2011

SCALA SCOVILLE

Gentili lettori, preferiamo in questo caso di avvalerci di una specifica e corretta spiegazione della Scala Scoville, per tanto l'articolo che leggerete è tratto da Wikipedia, http://it.wikipedia.org/wiki/Scala_di_Scoville



La Scala di Scoville (o più brevemente Scala Scoville) è una scala di misura della piccantezza di un peperoncino . Questi frutti del genere Capsicum contengono alcune sostanze, dette capsaicinoidi, di cui la più abbondante è la capsaicina, un composto chimico che stimola i recettori del caldo VR1 (recettori per i vanilloidi 1) situati anche sulla lingua e ciò provoca la sensazione di "bruciore".
Il numero di unità di Scoville che indica l'appartenenza alla scala (SHU) (Scoville Heat Units)[1] indica la quantità di capsaicina equivalente contenuta. Molte salse piccanti in uso sia in America del Nord che del Sud indicano la loro piccantezza in unità di Scoville.
La scala di Scoville prende il nome dal suo ideatore, Wilbur Scoville che sviluppò il SOT (Scoville Organoleptic Test) nel 1912[2]. Questo test originariamente prevedeva che una soluzione dell'estratto del peperoncino venisse diluita in acqua e zucchero finché il "bruciore" non fosse più percettibile ad un insieme di assaggiatori (generalmente 5); il grado di diluizione, posto pari a 16.000.000 per la capsaicina pura, dava il valore di piccantezza in unità di Scoville. Il valore 16.000.000 per la capsaicina fu posto arbitrariamente da Scoville. Quindi un peperone dolce, che non contiene capsaicina, ha un valore zero sulla scala Scoville, a significare che l'estratto di peperone non è piccante anche se non diluito. Al contrario uno dei peperoncini più piccanti, l'Habanero, fa misurare un valore superiore a 300.000 sulla scala Scoville: posto 16.000.000 la capsaicina pura, significa che l'estratto di Habanero ha un contenuto di capsaicina equivalente di
\frac {300.000}{16.000.000} \times 100 = 1,875%
in peso. Il record, registrato nel Guinness dei Primati nel marzo 2010, appartiene all'Infinity Chili ed è di 1.067.286 SHU. Precedentemente era delNaga Jolokia con 1.041.427 SHU[3][4], ossia il 6,5% in peso. Come sempre, va ricordato che essendo prodotti naturali e non industriali, non tutti i peperoncini hanno lo stesso valore: è semplicemente il massimo valore registrato e ufficialmente riconosciuto.
Sedici unità di Scoville sono equivalenti a una parte di capsaicina per milione.
Il SOT ha un grande limite: dipende dalla soggettività umana.[5]
Successivamente sono stati sviluppati altri tipi di test, molto più sofisticati, come il test HPLC (High performance liquid chromatography, noto anche come "Metodo Gillette") che misura direttamente la quantità di capsaicinoidi invece che affidarsi alla sensibilità dell'uomo.[6]
La capsaicina pura è una sostanza tossica, e se assunta direttamente provoca la morte per arresto respiratorio, tuttavia la quantità necessaria per ingestione a causare la morte di una persona di settanta chilogrammi è di tredici grammi, equivalente ad un paio di cucchiai.

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Habanero Orange



HABANERO ORANGE, INIZIA UNA PASSIONE  DA COMBINARE E DA GUSTARE.

         ATTENZIONE A DOVE POGGIATE LA BOCCA
LA CRESCITA

LA MATURAZIONE
LA RACCOLTA

L'AMMIRAZIONE
LA POSA

L'ESSICCAZIONE
LE COMBINAZIONI

LO SGUARDO ATTENTO
L'ATTESA
LA CERTEZZA


LA TRASFORMAZIONE
L'ORGOGLIO
ARTE
TREPIDAZIONE

COLORE E CALORE


E CHE LO SPETTACOLO ABBIA INIZIO












venerdì 12 agosto 2011

Buone Ferie A Tutiiiiiiiiii

http://www.youtube.com/watch?v=fcXorD4A-QA&feature=fvwrel



Ci rivediamo a Settembre..... *_*
                                   

                                            Ciaooooooo ... e mi raccomando FATELO SEMPRE PICCANTISSIMO 

          Buone Ferie da IL Lupo & Follyx

giovedì 11 agosto 2011

Medicina e Peperoncino


MEDICINA


Fa bene alla salute. In troppi sono convinti che il peperoncino fa male. È un antico pregiudizio.
Probabilmente è dovuto alla somiglianza dei nomi pepe e peperoncino che ha fatto supporre una stretta parentela e quindi ha trasferito al peperoncino gli aspetti negativi del pepe che notoriamente fa male alla salute.
La verità è che nessun rapporto esiste fra pepe e peperoncino; nonostante la somiglianza linguistica. Il primo appartiene alla famiglia delle Piperacee che niente hanno a che fare con le Solanacee che comprendono il peperoncino.
Può darsi invece che a determinare i giudizi negativi sia stato il piccante.
In ogni caso le maggiori preoccupazioni sono per lo stomaco. Molti affermano di non poter mangiare peperoncino perché "brucia lo stomaco" o causa "bruciori allo stomaco".
Non c'è niente di più sbagliato.
Sicuramente il peperoncino è stomachico cioè favorisce la secrezione dei succhi gastrici e quindi la digestione. Molte regioni meridionali conservano nella tradizione popolare un infuso digestivo fatto di camomilla calda con l'aggiunta di un cucchiaino di polvere di peperoncino e un po' di miele come dolcificante.
In Calabria, nella Riviera dei cedri, si prepara un ottimo digestivo di cedro e peperoncino. Si ottiene mettendo in infusione nell'alcool corteccia di cedro e polvere di peperoncino piccante. Si chiama Zafarà.
E si deve alla genialità di un maestro - gastronomo come Vincenzo Buonassisi la creazione di una "bomba" digestiva fatta di alcool, bucce di limone e peperoncino.
Ma il "capsicum" non è utile soltanto per la buona digestione. Sgombrati i pregiudizi, bisogna esaminare da vicino le straordinarie qualità di questo ortaggio.
Vediamole una per una elencando in ordine alfabetico le principali malattie per le quali svolge azione benefica: 
Alcolismo
Il celebre medico fitoterapeuta Henri Leclerc dice di aver guarito molti alcolisti incalliti somministrando ogni tre ore un cucchiaio da cucina da lui preparato miscelando 4 gr. di tintura madre di capsicum annuum con 180 gr. di acqua.
D'altra parte l'utilizzazione del peperoncino contro l'alcolismo ha riscontri puntuali presso varie culture popolari.
Chi ha abusato di alcool starà subito meglio con una tisana amara (assenzio, gauriana) con l'aggiunta di 2 o 3 gocce di tintura madre di peperoncino.
Arteriosclerosi
Le proprietà vasodilatatrici e anticolesterolo sono riconosciute da tutti. Ad esse si aggiunge l'azione della vitamina PP che rende elastici i capillari e della vitamina E che aumenta l'ossigenazione nel sangue. Per questi motivi il peperoncino è utilissimo per la prevenzione e la cura dell'arteriosclerosi.
Artrite, reumatismi
Usato sul corpo, all'esterno, il peperoncino ha un effetto revulsivo cioè dilata i capillari e riscalda.
Per artriti e reumatismi procedere così: far macerare per 2 giorni 6 peperoncini rossi in 100 gr. di alcool a 60° e con questo poi fare impacchi sulle parti dolo-ranti.
Artrosi, lombaggine
Castore Durante, un botanico vissuto nel XVII secolo, indica il peperoncino come revulsivo nell'artrosi, nella lombaggine e nella sciatica.
In caso di necessità si può preparare una lozione lasciando macerare una parte di peperoncino in 6 di alcool a 33°.
Aggiungendo 15/20 gocce di questa lozione in mezzo bicchiere d'acqua si otterrà un ottimo rimedio per artrosi e lombaggini (da frizionare sulle parti).
Allo stesso scopo si potranno preparare dei cataplasmi di argilla e peperoncini da spennellare sul corpo.
Ci vuole l'argilla verde e il peperoncino da unire sempre in ragione di 6 parti di argilla e una di peperoncino. Sia con le lozioni che con l'argilla procedere con cautela e massima attenzione perché se si esagera il peperoncino causa irritazioni gravi ed anche ustioni.
Il consiglio è di sperimentare prima il grado personale di tollerabilità: fare un'applicazione all'interno del braccio; se dopo dodici ore il rossore sparisce senza conseguenze significa che la preparazione scelta può essere usata tranquillamente. Nel caso contrario diminuire la dose di peperoncino.
Caduta di capelli
Il potere stimolante del "capsicum" ha un'azione benefica sul cuoio capelluto.
La tradizione popolare calabrese attribuisce poteri miracolosi al peperoncino contro la caduta dei capelli.
La lozione si prepara così: far macerare al buio per otto giorni 3 peperoncini in un litro di alcool. Filtrarla e frizionare due volte al giorno. Con pazienza. Avendo come riferimento una certezza: nei popoli che consumano peperoncino la calvizie è rara.
Cancro
Il peperoncino anti-cancro è un'affascinante teoria, sostenuta da studiosi autorevoli.
Per il prof. Giulio Tarro, oncologo di fama internazionale, sono proprio le sostanze presenti nel capsicum ad assicurare un rafforzamento delle difese immunologiche contro le degenerazioni tumorali.
Il prof. Umberto Veronesi, presidente dell'Unione Internazionale contro il cancro, riconosce il contributo dei conservanti alimentari antiossidanti nella lotta al cancro dello stomaco. E il peperoncino è uno dei più potenti anti-ossidanti a nostra disposizione.
La dieta Moerman anti-cancro, sperimentata in Olanda dal 1930, in pratica somministra ai pazienti cibi nei quali ci sia iodio, acido citrico, vitamine del gruppo B, ferro, zolfo, vitamina A, vitamina E, vitamina C. Secondo la teoria che questi elementi, ristabilendo una giusta ossigenazione e riequilibrando il metabolismo, siano in grado di prevenire i tumori.
Ora, come si sa, molte delle sostanze preferite dalla dieta Moerman sono presenti in quantità ottimali nel peperoncino. Soprattutto le vitamina A, E, C e il ferro.
In particolare poi l'importanza e il ruolo della vitamina C nella lotta ai tumori è stata sottolineata da molti studiosi e ricercatori, primi fra tutti, quelli del centro on-cologico americano di Bethesda.
Ed è solo il caso di ricordare che la quantità di vitamina C presente nel peperoncino è elevata. Tant'è che proprio studiando la paprika il prof. Szent-György riuscì a scoprirla ottenendo per questo il premio Nobel per la medicina nel 1937.
Digestione difficile
Delle qualità stomatiche del peperoncino si è detto all'inizio del capitolo.
La preferenza è senz'altro per i digestivi al peperoncino che sono in commercio.
In caso di necessità vanno bene anche 2 gr. di polvere di peperoncino chiusi in una cialda e ingoiati con un po' d'acqua.
Come cura preventiva è bene cospargere di peperoncino in polvere le pietanze per le quali si prevede una difficile digestione.
Depressione
In Cina il peperoncino rosso viene normalmente utilizzato contro la depressione, soprattutto quando questa si accoppia all'inappetenza.
Non sono da meno in India dove la medicina ayurvedica sostiene che il peperoncino "stimola lo spirito e il sangue".
Senza ricorrere a queste lontane tradizioni non c'è dubbio che un buon piatto di pasta aglio, olio e peperoncino, mangiato in compagnia, aiuta a superare in allegria tutti i piccoli problemi depressivi.
Distorsioni
La tradizione popolare indica un rimedio rapido contro le "brutte storte".
Sbollentare in acqua calda, per un attimo, alcuni peperoncini. Spezzettarli e farne un cataplasma da applicare sulla parte dolorante.
Emorroidi
Molti rinunciano al piccante perché temono le ... conseguenze delle emorroidi.
Tutto a causa di vecchi pregiudizi e disinformazione.
Già nel 1857 l'Accademia medica francese sanciva ufficialmente la validità del peperoncino contro ogni tipo di emorroidi.
Una cosa è certa, nel giro di poche settimane spariscono congestione e dolore.
L'azione terapeutica è dovuta alla vitamina K2 che è antiemorragica e alla capacità caratteristica del peperoncino che per "chiudere" le ferite "chiama in soccorso" le piastrine, la fibrina e tutti i materiali di riparazione. Si ottiene così un aumento di sangue nelle zone interessate fino alla cicatrizzazione.
Ettore Liuni consiglia di iniziare la cura con una dose massiccia di peperoncino in polvere sui cibi (più di un gr. ogni 10 kg. di peso corporeo al giorno). All'inizio potrà verificarsi una recrudescenza dei sintomi, poi nel giro di un mese i fenomeni della malattia scompaiono.
Ferite
Per le ferite in genere c'è un'azione simile a quella delle emorroidi.
Sempre la tradizione popolare prescrive impacchi con acqua sterilizzata nella quale è stato sciolto un pizzico di peperoncino. Il bruciore è forte... la cicatrizzazione assicurata.
Fermentazioni intestinali
Nell'intestino il peperoncino svolge un'azione antiputrefattiva e antifermentativa. Impedisce che le tossine passino nel sangue.
È un'azione preventiva particolarmente utile in un tipo di alimentazione come quella moderna con cibi raffinati, senza scorie e una lunga permanenza del cibo nell'intestino.
Insufficienza epatica
Le cucine orientali usano abbondantemente il peperoncino e superano così ogni problema di fegato e di cistifellea.
L'uso abbondante di peperoncino in cucina ha dato anche da noi ottimi risultati. Addirittura anche contro la cirrosi epatica.

Eros e Pepeperoncino


EROS

Su questo argomento è bene far parlare subito una donna. Scrive Tiziana Valpiana nel suo libro Il peperone, Mondadori 1987: "La caratteristica fondamentale del peperoncino è senz'altro quella di essere una pianta vitale.
Esso è infatti in grado di stimolare tutte le funzioni vitali del nostro organismo; e qual è più vitale della pulsione sessuale?
Il peperoncino, grazie ai suoi principi attivi, al suo sapore, al suo colore e insomma alle sue mille qualità, è senz'altro una delle piante più adatte a stimolare in noi il desiderio sessuale e a metterci in grado di soddisfarlo".
Ma al di là di queste affermazioni un po' generiche, il peperoncino è veramente afrodisiaco? Quali sono le sue componenti chimiche in grado di scatenare l'eros? Che testimonianze letterarie e storiche esistono a questo proposito? Risposte precise e puntuali al momento non ce ne sono.
La relazione peperoncino-eros è assai diffusa ma quasi mai vengono illustrati i meccanismi che ci sono alla base. In ogni epoca storica, ogni popolo si è posto il problema di cibi e bevande erotiche e ha dato risposte varie e diverse, mai sorrette da basi scientifiche.
Virgilio nelle Georgiche decanta le proprietà dell'erba eruca. Altre culture esaltano i funghi, i tartufi, il caviale, lo champagne, le ostriche.
Il più grande gastrosofo francese, Brillat Savarin nel suo trattato sulla Fisiologia del gusto precisa bene che il più delle volte questi alimenti creano il clima giusto ma "non si tratta di afrodisiaci  positivi; diciamo solo che, in certe circostanze, essi possono rendere le donne più tenere e comprensive e gli uomini più amabili".
La scelta può cadere su cibi prelibati legati ad ambienti e a situazioni rari e confortevoli. Oppure su cibi, che per la loro somiglianza con gli organi sessuali, creano una facile suggestione psicologica, come nel caso delle ostriche.
Il peperoncino non ha niente a che fare con gli ambienti raffinati e probabilmente la sua fama è dovuta più alla sua forma e al suo colore.
"Il peperoncino, così lucido e brillante nel colore con la sua forma compatta, guizzante, insinuante, il sapore prepotente e aggressivo ha in sé una sicura attrattiva di tipo sessuale" dice Savina Roggero.
E d'altra parte il rosso non è un colore caldo? Il colore del sangue? Tanto che il poeta Rafael Alberti lo ha definitivo il colore per eccellenza e gli ha dedicato un poemetto intitolato "Rojo".
Qualcuno osserva che nei manuali di pozioni e filtri d'amore il peperoncino non c'è mai. Questo però non significa niente, perché la sua scoperta nei paesi Europei è piuttosto recente.
Fino ad oggi le cose stanno cosi. Sviluppi e risultati scientifici potrebbero venire da un momento all'altro.
C'è chi continua ad indagare convinto che le credenze e le suggestioni popolari hanno sempre un fondamento. E c'è chi giura che le cose potrebbero cambiare da un momento all'altro quando sarà stata fatta piena luce su un ormone scoperto negli anni '70, il VIP, sigla inglese di "vasoactive intestinal polypeptide".
Su "Vivere meglio" del 1983 scrive Antonio Attanasio: "Quasi certamente il VIP è implicato nella chiusura delle comunicazioni arterovenose che è all'origine della tumescenza dei tessuti erettili: in altre parole, è forse il VIP che provoca l'erezione nell'uomo e gli analoghi fenomeni nella donna".
"Ma c'è di più - aggiunge Attanasio - quando l'organismo aumenta la sua produzione di VIP, si ha come risultato una dilatazione dei vasi periferici (si diventa rossi in faccia) e la circolazione del sangue aumenta insieme alla frequenza dei battiti cardiaci; parallelamente aumenta la frequenza del respiro".
"Queste - spiega Attanasio - sono tutte reazioni notoriamente collegate all'eccitazione sessuale, ma sono anche reazioni provocate da cibi piccanti. Ed è facile immaginare che questi cibi portino a simili reazioni proprio in conseguenza della liberazione di VIP allorchè essi entrano in contatto con la mucosa intestinale".
"Tutto questo - conclude Attanasio - dovrebbe far guardare con maggiore fiducia alle credenze tradizionali nell'efficacia del peperoncino e altre spezie nel facilitare il comportamento erotico".
Al momento una cosa è certa, il peperoncino è ricco di vitamina E, la "vitamina della fecondità e della potenza sessuale".
Alcuni casi di cronaca recente hanno reso di dominio pubblico che alcune creme e pozioni propagandate come afrodisiache in realtà non erano altro che misture a base di peperoncino.